MI CANDIDO PERCHè

Ho scelto di “fare” politica perché “In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica”. 
Ecco, NON sono io a scendere in politica ma sono le azioni di tutti i giorni a farmi SCEGLIERE se rendere il posto dove viviamo un “po’ migliore di come lo abbiamo trovato”.
Essere stato scout è stata forse la mia scelta di vita migliore. L’attenzione agli ultimi, all’ambiente, ai valori della nostra Costituzione, al fare del proprio meglio. Esperienze che diventano cultura. E che a cascata diventano idee. Idee che diventano progetti: educativi, lavorativi, di servizio. Idee che partono dai Giovani e per i Giovani, per costruire un percorso di cittadinanza attiva. Idee che non si dovrebbero esaurire nelle ore di “attività” e che non dovrebbero finire nella chiusura mentale, nel finto attivismo, nell’hobby o nell’autocompiacimento dell’essere capo scout. 
Dobbiamo preoccuparci quando “scendere in politica” viene considerata, soprattutto da noi Giovani, una investitura che allontana, da guardare con diffidenza. Come in un “uno vale uno” che ha il sapore della banalizzazione, dell’appiattimento delle idee e delle esperienze.
Ma è proprio il VOTO quello STRUMENTO che ci permette di SCEGLIERE tra una persona ed un’altra. Tra un’idea ed un’altra. Tra un pensiero ed uno opposto. Un pensiero che è TUTELATO costituzionalmente nel suo POTER ESSERE RACCONTATO.
Citiamo spesso Peppino Impastato, un giovane di 30 anni, dimenticandoci che anche lui si era “candidato”. La sua candidatura è stato il GESTO, la SCELTA di raccontare il suo PENSIERO e la coerenza delle sue azioni quotidiane. Badate bene, non mi paragono assolutamente alla grandezza delle sue convinzioni e dei suoi gesti. La sua fine è stata una somma di attivismo coerente, di progetti realizzati e del RACCONTO che volle farne di fronte ad una silenzio che gridava indifferenza.
Ma proprio per questo che ancora oggi ha senso PARLARE di Resistenza, soprattutto tra noi giovani, proiettandoci verso il futuro.
“Perché la Resistenza è la stessa radice latina di Esistere. Vuol dire esserci, vuol dire fare, vuol dire mettersi in gioco”. 
Una Resistenza 2.0, non solo a parole

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